DIALOGO INTERNO E COMUNICAZIONE ASSERTIVA

DIALOGO INTERNO E COMUNICAZIONE ASSERTIVA

 

La comunicazione assertiva, come ho letto frequentemente nel testo universitario dove preparo, in spagnolo, gli esami per il corso sulla Gestione delle Risorse Umane, è una comunicazione onesta, chiara e funzionale.

A me piace di più l’aggettivo “sincero” che l’aggettivo “onesto”. Alla stregua di quanto affermava Lao Tzu a proposito delle sue 4 virtù fondamentali, definendo la “sincerità” un concetto più profondo dell’“onestà”.

Chissà, forse la comunicazione assertiva ci aiuterebbe a trovare sempre il modo di essere sinceri, oltre che onesti.

Leggevo sul libro di Victor Ullate e Carmen Guaita “La Vida y la Danza – Memorias de un Bailarín”, del momento in cui il Maestro Ullate, da giovane allievo del grande Maestro Béjart, non se la sentì di interpretare una scena erotica omosessuale all’interno dell’opera “Stimmung”. E si ritrovò a fare i conti con una “barriera interiore” come egli stesso scrive.

In che modo, con quale strategia riconobbe e accettò quella specie di muro interno? Non senza poi dover rinunciare al ruolo e causando un precedente con il maestro Béjart, un precedente che lo condusse (come l’adolescente con il genitore) ad allontanarsi progressivamente dalla “luce magistrale” verso la propria indipendenza.

Leggiamo insieme il dialogo che il maestro Ullate ebbe con se stesso in quel doloroso momento: “Mi sentivo molto a disagio e non riuscivo a concentrarmi sulla coreografia. Ricordavo in continuazione a me stesso che ero disposto a farla, che intendevo farla, ma non potevo abbandonarmi alla danza, trasformarla in qualcosa di mio come avevo sempre fatto.”  

Si tratta di un dialogo interno di tipo assertivo: egli asserisce, afferma con certezza a se stesso di essere disposto a farla, di volerla fare quella parte della coreografia ….ma allo stesso modo ammette di non riuscire a centrarsi e a fare, come sempre, di ciò che balla qualcosa di suo.

Qui l’assertività viene espressa attraverso l’ammissione del proprio limite e la contemporanea affermazione di volerlo superare, senza però autodenigrarsi.

La parola “assertività”, che deriva dal latino “asserere” che significa “asserire, affermare senza incertezze”, sia in italiano che in spagnolo sta ad indicare una caratteristica del comportamento umano o un’abilità sociale che consente di esprimere in modo chiaro, diretto ed efficace le proprie emozioni e opinioni, senza tuttavia offendere o aggredire l’interlocutore.

Quali vantaggi si hanno nell’essere assertivi?

Beh, innanzitutto si è sinceri senza ombra di dubbio. E poi, utilizzando la modalità assertiva ed evitando il conflitto, si pongono le basi per molti possibili cambiamenti e quindi si ottengono nella maggior parte dei casi delle evoluzioni insperate.

Dopo che la prima di “Stimmung”, presso la Free University di Bruxelles nel 1972, ebbe un successo impressionante, il giovane maestro Ullate trovò la motivazione sufficiente per “aprire i suoi orizzonti e superare molti tabù”.

Come egli stesso scrive: “Stimmung fu una grande lezione per me.”

Essere assertivi, in special modo nel dialogo co se stessi, consente di “vedere” e accettare i propri limiti per poi trasformarli in confini.

E i confini, si sa, si superano…..

 


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